.. Arrivare e trovare la sala teatro ancora vuota..sistemare le sedie pensando che, di lì a poco, ospiteranno il pubblico.. Vedere gli allievi-attori arrivare..uno per volta..o in piccoli gruppi..qualcuno con il viso già segnato dalla tensione. Qualcuno che maschera e che fa finta di niente..come se fosse lì per caso e non per salire sul palco dopo poco. Mi piace questa mescolanza di energie, che si intrecciano, si sommano..riempiendo l'aria, il teatro..
Mi piace sentire quella voglia di mettersi in gioco, palpabile, tangibile..ma priva di stupide competizioni, o manie di protagonismo..
Mi piace lo spirito di gruppo..vedere i gruppetti che si formano per provare i pezzi, nei luoghi più improbabili del Woody Allen..stanno ovuunque i nostri allievi attori prima dello spettacolo! Nel corridoio, nella saletta, davanti ai bagni..!!!
Mi piace sentire e risentire le loro voci che si mescolano..in quell'ansia febbricitante che sale e che li porta a ripetere il loro brano all'infinito.. Mi piacciono le loro domande dell'ultimo secondo, quando gli girano nella testa i dubbi e le insicurezze più strane..mi fanno sorridere, mi sento un pò mamma in quell'istante, e credo che proteggere, ascoltare, rassicurare siano aspetti fondamentali dell'insegnamento. E così, cerco di proteggere, ascoltare, rassicurare..
Mi piace il gioco teatrale..serietà si, ma senza inutili pesantezze cosmiche.. e allora ci mettiamo a sdrammatizzare, a sciogliere le tensioni, a contattare quella parte ludica di noi, indispensabile per fare gli attori.. E grazie a super Simo ci diamo tutti al riscaldamento ballato!.. Mi piace la loro faccia quando sta per iniziare lo spettacolo.. negli sguardi si legge dal "Ora spacco tutto!" al "chi me lo ha fatto fare!".. e poi, quando tocca a loro sono sempre pronti, pieni di energia, riescono a tirarsi fuori da piccoli momenti di panico, e danno sempre il meglio..
Sono felice di aver scelto, insieme a Fabio, di insegnare teatro in questo modo.. perchè il risultato è fin troppo accademico (nel senso di professionale) ma tutto il resto lo è molto meno, nel senso positivo intendo..non mi interessa troppo della dizione straperfetta degli allievi-attori ma mi interessa molto di più il loro stare in scena, sentire il palco, esserci veramente, trasmettere e comunicare.
E questo arriva, c'è.
Il fatto stesso di creare oppurtunità per stare sul palco e recitare secondo me è fondamentale.
La formazione in aula non può essere sufficiente..ci vuole il palco, il pubblico. Questo ti fa maturare, ti permette di confrontarti veramente con la scena e le emozioni, ti dà l'esperienza necessaria per crescere in un percorso teatrale. Ne sono sempre più convinta. E mi basta guardare loro, i nostri allievi-attori, per confermare tutto ciò... passione, energia, impegno e bravura..
E allora grazie, per crederci insieme a noi. Helga
www.girasoliteatro.com
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lunedì 19 marzo 2012
venerdì 27 gennaio 2012
"Teatro a Taglio Corto" Eventi dell’underground cittadino
dall'articolo di CONTROCAMPUS del 23/01/2012
Teatro a Taglio Corto
Eventi dell’underground cittadino
Teatro a Taglio Corto
Eventi dell’underground cittadino
[...] Può essere vantaggioso da molti lati ricercare di tanto in tanto le "compagnie di ventura",
cioè quelle compagnie compatte che hanno spesso qualcosa da dire a loro
modo. La libertà di cosa recitare e come farlo esiste, forse proprio
perché è stata marginalizzata dalla cultura del botteghino.
Un esempio? La compagnia Girasoli Teatro organizza a Roma la manifestazione mensile "Teatro a Taglio Corto". Questa manifestazione di corti teatrali, ideata da Fabio Filippi ed Helga Dentale,
vuole raccontare una storia in dieci minuti.
La brevità è fondamentale
in storie che sono accostate l’una all’altra come tante pagine di un
libro. Il viaggio affronta temi più vari, che fanno sempre capo ad un
tema unico e massimamente esistenziale riguardante l’individuo e i suoi
rapporti sociali. Alcune rappresentazioni sono estrapolate e riadattate
ad esempio dal Don Chisciotte di Cervantes, oppure sono corti d’autore
come Diari di Donne.
Il genere è quello del teatro di narrazione, un genere attuale perché
indaga la persona in modo soggettivo, creando un rapporto più che
diretto, fraterno con lo spettatore. Molti attori fanno parte dell’Officina GirasoliTeatro
e partecipano attivamente alla scrittura di alcune performance a volte
individuali, quindi sfumate dal linguaggio multiforme.
La continua
sperimentazione va in scena ogni terzo week-end del mese al Piccolo Woody Allen, o chissà dove. Il bello è proprio "ricercarli".
Giuseppe De Lauri
martedì 17 gennaio 2012
mercoledì 11 gennaio 2012
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