giovedì 12 gennaio 2017

Lo Zero e il Nulla. Riflessioni personali


Lo Zero e il Nulla sono fratelli, ma non gemelli. 
Zero e nulla non sono uguali.
Zero, per me, è qualcosa che “non c’è”, qualcosa che manca.

Se in un negozio mi vendono un quaderno a quadretti, immagino che nel quaderno ci siano circa 50.000 quadretti… e basta.

Perché per me: “Una cosa è Zero, solo se prima c’era e adesso non c'è più. O anche se ci dovrebbe o potrebbe essere"
Torno nello stesso negozio e mi vendono: Il quaderno dei quadretti e delle righe, ma se nel quaderno trovo solo quadretti dirò che ci sono Zero righe!!!
E ancora, se in una macchina non ci sono i sedili, dirai che mancano i sedili. E se uno ti chiedesse quella macchina quanti sedili ha: Zero, sarebbe la risposta.
Ma se uno ti chiede "quella macchina quanti comodini ha?" Tu risponderai: Ma cosa dici? Che cosa c’entrano i comodini!?!

La differenza?
Non ho più tempo: è Zero.
Non ho tempo per te, perché non l’ho mai avuto: è Nulla.
Ovviamente, questo è il mio personale pensiero, non è certo la verità assoluta!

L’opera qui riportata, dell’artista Marco Tullio Dentale riproduce, secondo me, la perfetta rappresentazione dello zero. L’assenza è qui riprodotta efficacemente attraverso la sagoma mancante (zero) dell’uomo che era, che lì viveva e che ora non c’è più.

Lo zero. L’assenza.




Il Nulla sarebbe così







 




 

Non ho la pretesa di attribuire questo senso al lavoro dell’artista, questa è la mia personale interpretazione, sono suggestioni che questa opera mi ha ispirato.
Anzi, ne approfitto per dire grazie a Marco Tullio Dentale, l’artista dell’opera, che gentilmente si è prestato a modificare il suo lavoro (nelle foto mostrate) che a me ha ispirato: Lo Zero e il Nulla.

Il lavoro originale è riportato invece nella foto qui sotto.