venerdì 17 febbraio 2017

Secondo incontro: Mondrian nel Magico Mondo della Matematica












Se mi chiedi: “Com’è andato il secondo incontro di Mondrian nel Magico Mondo della Matematica?” ti rispondo: Bene. Se poi continui a guardarmi aspettando altre spiegazioni, allora mi siedo ed inizio a raccontare.

Come sempre, da quando ho codificato la struttura del mio incontro, inizio con una magia. La magia di questa volta è la più difficile, perché è una questione di velocità e precisione e, spesso, velocità e precisione non vanno d’accordo. Quella di questa settimana non è una magia vera e propria, è più una questione di abilità: io a mente devo fare il calcolo di qualsiasi numero a due cifre moltiplicato x11, più velocemente di quanto i bambini impiegano a farlo con la calcolatrice: 11x48, 11x97, 11x ecc… Ho vinto!!! Un solo errore commesso. Perché la perfezione non piace a nessuno, ma soprattutto, perché mi sono proprio sbagliato!!!!
Mi sono spinto e ho rischiato un po’, perché questo è il gruppo più complesso che mi sia capitato da quando ho strutturato gli incontri di matematica creativa, soprattutto per le differenze d’età. Dovevo catturare la loro attenzione immediatamente e visibilmente stupirli. Obiettivo raggiunto.

Da lì, poi, si è aperto tutto un dibattito sull’11, il più piccoli dei numeri palindromi: “Wow! Che forza, è vero! Si può leggere da entrambe le parti!” “Si..come alcune parole..o nomi”  “Come Anna!” Il dibattito è ormai aperto! Alla ricerca di numeri e parole palindromi. Una bambina esclama entusiasta: “Yamamay è un palindromo!”

A mio avviso la matematica, soprattutto con i bambini di 6-7 anni, dovrebbe essere piena di storie, immagini, fiabe da raccontare e inventare, incontri fortuiti, magie, trasformazioni, gioco e dialogo. E così il nostro incontro è andato avanti e abbiamo nuovamente incontrato Mondrian, i suoi quadri, le sue composizioni, i suoi colori primari. E, seguendo un gioco matematico, lo abbiamo cercato, scoperto, trovato. Si, l’incontro è andato bene. Magicamente bene. 


giovedì 26 gennaio 2017

Mondrian nel Magico Mondo della Matematica

Laboratorio di matematica creativa e arte per bambini dai 7 ai 10 anni

La matematica gioca con l’arte contemporanea! 

Un altro percorso di Matematica creativa, torniamo a giocare con i numeri insieme ai bambini... e questa volta lo facciamo attraverso l’arte di Mondrian. 


Forme e colori da contare, sommare, indovinare, comporre come puzzle... 

La matematica diviene strumento per giocare , fare magie e creare opere d'arte !!! La matematica è ...divertente!

Quando: martedì 7, 14, 21 febbraio dalle 17.00 alle 18.00
PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA.

Tre incontri per bambini dai 7 anni ai 10 anni, per guardare la matematica da un altro punto di vista: quello del gioco! E per conoscere un po’ di arte. La matematica dei quadri di Mondrian e dei quadrati matemagici. Un percorso che permette ai bambini di scoprire il lato creativo della matematica, incentrato su giochi di squadra, avventure matematiche, sfide creative e attività grafiche. Un percorso per stimolare fantasia e pensiero logico e per condividere uno spazio giocoso insieme.

Ideato e condotto da Fabio Filippi, ideatore del progetto Matematica e Teatro in Gioco, conduttore dei laboratori di matematica creativa per bambini. Con la collaborazione di Helga Dentale che si occuperà dell’aspetto artistico.

PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA.
Quota: 30 euro per l’intero percorso
Dove: Libreria Risvolti, via sestio calvino 73. Roma
info e prenotazioni: girasoliamoci@tiscali.it

www.teatroingioco.it

giovedì 12 gennaio 2017

Lo Zero e il Nulla. Riflessioni personali


Lo Zero e il Nulla sono fratelli, ma non gemelli. 
Zero e nulla non sono uguali.
Zero, per me, è qualcosa che “non c’è”, qualcosa che manca.

Se in un negozio mi vendono un quaderno a quadretti, immagino che nel quaderno ci siano circa 50.000 quadretti… e basta.

Perché per me: “Una cosa è Zero, solo se prima c’era e adesso non c'è più. O anche se ci dovrebbe o potrebbe essere"
Torno nello stesso negozio e mi vendono: Il quaderno dei quadretti e delle righe, ma se nel quaderno trovo solo quadretti dirò che ci sono Zero righe!!!
E ancora, se in una macchina non ci sono i sedili, dirai che mancano i sedili. E se uno ti chiedesse quella macchina quanti sedili ha: Zero, sarebbe la risposta.
Ma se uno ti chiede "quella macchina quanti comodini ha?" Tu risponderai: Ma cosa dici? Che cosa c’entrano i comodini!?!

La differenza?
Non ho più tempo: è Zero.
Non ho tempo per te, perché non l’ho mai avuto: è Nulla.
Ovviamente, questo è il mio personale pensiero, non è certo la verità assoluta!

L’opera qui riportata, dell’artista Marco Tullio Dentale riproduce, secondo me, la perfetta rappresentazione dello zero. L’assenza è qui riprodotta efficacemente attraverso la sagoma mancante (zero) dell’uomo che era, che lì viveva e che ora non c’è più.

Lo zero. L’assenza.




Il Nulla sarebbe così







 




 

Non ho la pretesa di attribuire questo senso al lavoro dell’artista, questa è la mia personale interpretazione, sono suggestioni che questa opera mi ha ispirato.
Anzi, ne approfitto per dire grazie a Marco Tullio Dentale, l’artista dell’opera, che gentilmente si è prestato a modificare il suo lavoro (nelle foto mostrate) che a me ha ispirato: Lo Zero e il Nulla.

Il lavoro originale è riportato invece nella foto qui sotto.