martedì 14 giugno 2011

..verso il viaggio nel Macbeth

Contrapposizione di forze. Male e bene. "Il bello è brutto e il brutto è bello" dicono le streghe nella prima scena dell'opera. E questa frase sembrerebbe essere la sintesi emblematica del Macbeth: un dramma costruito sugli opposti: vita e morte, vittime e carnefici, luce ed ombra. Sarà affascinante immergersi in questi profondi significati, analizzare e studiare le scene più dense e significanti del testo; dar voce alle emozioni contrastanti ed estreme dei personaggi di Macbeth e della sua Lady.
Ad ogni lettura delle stesse scene scorgo ogni volta sfumature diverse. Sarà un viaggio il nostro: attori viaggianti nel testo shakespeariano, nei temi che verranno affrontati ed elaborati attraverso l'allenamento teatrale. Sarà un viaggio del corpo e delle emozioni; un viaggio nelle parole, un percorso di ricerca vocale e di studio dei personaggi. Il programma che sto strutturando mi sta portando anche nella sfera del teatro danza, della biomeccanica, del teatro dell'oppresso e di percorsi espressivi appresi col Living Theatre. Ci sarà tanto training: allenamento, esercizi, improvvisazioni. E tanto studio del testo. I temi sono forti, i personaggi hanno un fascino immenso..pieni di contraddizioni, estremi, risoluti e dubbiosi, spietati e fragili.. e le parole scritte da Shakespeare hanno sempre un senso così preciso..niente sta lì per caso:c'è tutto il potere della parola. La parola da interpretare, da rendere viva, vibrante. Si..mi sto davvero appassionando. Forse perchè amo studiare, approfondire, trasmettere. Forse perchè amo Shakespeare. Un amore crescente. Sapevo fosse splendido il suo linguaggio ma fino a un paio d'anni fa non lo conoscevo abbastanza per immaginarlo così attuale, contemporaneo, illuminante per il nostro pensiero nel fare teatro. Continuo a leggere..leggo e rileggo, collego esercizi..continuo questo mio viaggio nei tanti testi sul Macbeth sparsi sulla mia scrivania.
Mi immergo e mi lascio inebriare. Helga

domenica 12 giugno 2011

..si chiude il sipario..restano le emozioni

Si chiude il sipario su "Il vecchio ricco re". Ieri si è concluso, almeno per ora, questo lungo ed intenso viaggio. Un viaggio iniziato ad ottobre nel progetto Shakespeare Lab. Ogni mercoledì sera fino a maggio. Da marzo abbiamo iniziato a lavorare sullo spettacolo finale. E poi il mercoledì è diventato anche sabato e domenica, lunedì, giovedì..insomma, tutti i giorni insieme a provare, elaborare, dar vita allo spettacolo. Le emozioni sono state tante. Intense. Forti. Credo che resteranno a lungo in ognuno di noi. In me e Fabio sicuramente. Che in questi ultimi giorni non abbiamo fatto altro che parlare delle musiche più o meno adatte, delle scene, delle luci, dei movimenti.. Che abbiamo vissuto all'unisono ma divisi da una parete sottile la stessa tensione nelle due ore di spettacolo..Lui in quella minuscola postazione regia, io dietro la quinta nei camerini..Credo che il teatro debba comunicare, dire, emozionare..Credo che questo sia stato fatto pienamente. Peccherò di immodestia  ma dico bravi a noi tutti, bravi davvero: 17 persone che in questi due giorni hanno messo tutto il loro cuore e la loro energia in questo progetto comune. Credendoci fino alla fine.
Helga (Ora c'è un altro importante progetto comune: andare a votare!!! Si!!!!)

sabato 11 giugno 2011

..sul palco son nati i fiori

.. La prima fila è sul palco, praticamente insieme agli attori. Per prima cosa ho pensato: speriamo che questo non li distragga. Ma in realtà erano talmente tanti i pensieri, i timori che mi passavano nella testa che quello del pubblico è stato l'ultimo dei problemi!.. Un testo moltro impegnativo, articolato..due ore di spettacolo da tenere, far vibrare..quasi sempre serio. Una storia avvincente, emozionante che se non la racconti bene e con il giusto ritmo rischia di diventare un polpettone. Il progetto Shakespeare Lab mi ha appassionata per tutto l'anno: studiare ed elaborare personaggi e scene di vari testi, lavorare sul corpo, le emozioni è stato per me esaltante. Poi la scelta del testo: Lear. Un viaggio nel potere, ma anche nei rapporti familiari, nella stupidità e nella fragilità umana.. Una sfida. Mettere insieme il testo di Shakespeare e le mie parole, i miei tagli e cambiamenti, i miei monologhi che raccontano parallelamente una storia contemporanea. Dare tutto ciò ai 15 attori e vederli in lotta creativa con i loro personaggi. Dubbi, scoperte, processi creativi, creazioni. Una sfida che in alcuni momenti sembrava esser stata un pò azzardata. A pochi giorni dal debutto lo spettacolo, in prova, durava più di tre ore. Aiuto!!! Con questo ritmo  il pubblico sbadiglia dopo i primi dieci minuti...Ma un anno di lavoro i suoi semi li getta..e, per me è praticamente una certezza, i fiori prima o poi nascono. Ed anche il nostro terreno è diventato un meraviglioso giardino fiorito! Ieri "Un vecchio ricco re" è andato in scena. L'adrenalina era palpabile dietro le quinte e sul palco. C'era una grande tensione. Anche in Fabio, che dalla sua cabina regia illuminava la scena e la riempiva di musica. Nei camerini vedevo gli allievi-attori camminare continuamente, ripetere mentalmente le battute, muovere freneticamente le mani.. Ma era una tensione positiva. Quella che ti dà la carica  per salire sul palco ed inondare il pubblico della tua energia. Due ore di energia. Senza mai mollare. Io sono molto, molto soddisfatta e ancora piena di emozioni. Io e Fabio, dopo aver condiviso questo progetto, alla fine dello spettacolo ci siamo guardati emozionati ed appagati. Grazie a tutti i 15 attori "shakespeariani" che ci hanno creduto, hanno studiato, si sono lasciati guidare e ieri hanno regalato tante emozioni a noi e al pubblico. E stasera...non dobbiamo far calare l'adrenalina!!!
Abbiamo ancora uno spettacolo da fare, storie da raccontare, pubblico da emozionare!
Helga

mercoledì 8 giugno 2011

Tra poco più di 48 ore

Tra poco più di 48 ore, un nuovo debutto... racconteremo: Il potere. Il più avido, il potere ad ogni costo. Oggi come ieri. E lo racconteremo a modo nostro, come sempre, con il nostro sguardo rivolto alla realta, con il nostro modo di fare teatro. Da un libero riadattamento del Lear di Shakespeare nasce: "Il vecchio ricco Re... ed altre storie" di Helga Dentale.
- È possibile accostarsi a Shakespeare come a un contemporaneo senza falsare quei valori storici dai quali tuttavia non può prescindere la lettura di un testo poetico? Non solo è possibile, risponde Jan Kott, ma è questo l’unico modo di comprendere il grande drammaturgo elisabettiano. - 

Teatro Furio Camillo 10 -11 giugno 2011 ore 21.00


Autore: Helga Dentale
Interpreti: ShakespeareLab
Regia Fabio Filippi