lunedì 10 settembre 2012

Ed Arterie, come ogni anno, ci emoziona.

Un appuntamento fisso, ormai da quattro anni, che apre la nostra stagione teatrale. Si inizia da Arterie. Tra i vicoli. Tra la gente. Tra suoni, rumori, voci, silenzi, sguardi, imprevisti, applausi, battiti, adrenalina, campane che suonano, cani che passano, bambini che corrono, persone che ci ringraziano. E' così. E' tutto questo, e molto altro. E' un prima e un dopo.
Un prima ricco di prove, spostamenti, postazioni da visionare, cene con buoni pasto, prove, un altro pò di prove, il buio cala..sono quasi le nove, ancora una prova. Tutti in piazza, un merda collettivo e si parte. Uno, due, tre.. ancora..ancora una..sette repliche davanti a gruppi di spettatori itineranti, tante, tantissime persone ferme lì, per guardarci ed ascoltarci.

E poi il dopo. Fatto di tensione che si scioglie, birra, chiacchiere, commenti, emozioni,fotografie per fermare un attimo così denso e speciale. Tutto da vivere e condividere. Un'opportunità creativa, espressiva e la voglia di stare insieme. Perchè per noi Arterie è diventato uno spazio artistico ma anche un luogo di incontri e di emozioni. Da sempre Arterie per me sono Fabio, Simona ed Enrico. E' così dal 2009, questa avventura è iniziata con loro. E recitare insieme, provare all'ultimo e poi vedere che tutto fila..scorre..arriva là dove deve arrivare..e ritorna a noi, con i "grazie" e gli sguardi del pubblico. E, anche quest'anno con noi Cristiana ed Annamonica.. con l'emozione di sempre ma molta più sicurezza che, guardandole, vedo nei loro occhi. E per la prima volta Iacopo, Veronica, Paola, Andrea, Giulia, Laura.. la prima esperienza è forse un impatto forte ma bellissimo. Insomma..eravamo lì, in dodici, nelle varie postazioni della via del teatro, convinti e vibranti..

Una bella Officina GirasoliTeatro, con tante storie diverse. Le storie nere..per dire che ce ne sono di cose che non vanno ma che vanno guardate e mai ignorate. Piccole ossessioni..per ridere sulle nostre paranoie e le nostre debolezze che ci rendono semplicemente umani. Tutto l'amore in una stanza..perchè avevo voglia di scrivere un inno all'amore..quello che vibra in ognuno di noi, che può essere l'amore per un uomo o una donna, per un figlio, per un progetto in cui credi..
Appartenenza.. contro un certo tipo di televisione che ci anestetizza, addormenta il pensiero, ci mortifica.. spesso crea confusione fra l'appartenenza e l'apparenza.

Ogni volta scrivo per Arterie (e non solo!) crecando di dire qualcosa. Consapevole del teatro come uno strumento per alimentare il pensiero, il dialogo, il cambiamento. E quei grazie del pubblico ogni volta mi sembrano come "grazie..ci avete fatto pensare..riflettere.."
Speriamo che sia così. Noi ci abbiamo provato e c'eravamo. Con forza, energia, entusiasmo.

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