mercoledì 25 settembre 2013

La prima stanza, il primo incontro.. Una stanza tutta per noi

Uno spazio bianco da definire, cercare, attraversare.. Lo spazio dell'attesa. Attendere, aspettare, qualcuno, qualcosa.. Emozioni diverse, stati d'animo opposti.. Si può aspettare con ansia, paura, gioia, frenesia, trepidazione, panico.. Aspettare..una condizione precisa, considerata tipicamente femminile. Le donne, storicamente e biologicamente, aspettano..un figlio, un marito, un uomo.. Ma l'attesa è molto altro. E' aspettare una risposta, una definizione, qualcosa che finalmente "accade" , si muove, si sposta..  Oggi è iniziato il corso "Una stanza tutta per noi" e abbiamo esplorato e "abitato" la nostra prima stanza: la stanza dell'attesa. C'è stato il corpo, il gesto, la voce..il gesto pittorico per scandire un ritmo; il cerchio del magico sè (da Stanislavskij) per cercare le azioni, quelle di un tempo sospeso in cui il corpo produce gesti, quasi meccanici, automatici, ripetitivi mentre i pensieri scorrono..e il tempo passa.. Piegare un lenzuolo, strofinare un pavimento, cullare un bambino..
E poi i testi. Scoprire i primi personaggi femminili di questa avventura. Due personaggi molto diversi, delicatissimi, complessi e affascinanti. Diversi ma uniti dall'attesa.
 E' stato un bel cercare stasera. L'ho visto nei volti delle allieve-attrici, negli sguardi, nei corpi che si muovevano, nelle mani che dipingevano.. Cosa abbiamo trovato? Ognuna ha sicuramente trovato qualcosa..un frammento di un universo emotivo e teatrale che stiamo indagando, che iniziamo ad esplorare.. Io ho trovato un bel progetto che fino a poche ore fa era solo nella mia testa e nei miei quaderni di appunti..ed ora è un percorso concreto, da condividere con un gruppo di persone curiose e motivate.. Davvero un bellissimo inizio.
A lunedì. Helga

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