domenica 1 giugno 2014

900 in corso..formazione.. e una stanza tutta per noi..

Eccomi qui, in una domenica di inizio giugno, fra mille cose da fare (preparare le scenografie per lo spettacolo del 900..finire un progetto per una scuola entro domani) .. la lavatrice che invanto va.. (ma non ne basterà una considerando i panni arretrati!) .. e tanti pensieri (molto positivi) che mi passano per la testa. Giugno. Tempo di bilanci. La parola "bilanci" non mi entusiasma, implica un giudizio o una valutazione, e non è esattamente questo il senso delle mie riflessioni. Ma pensavo, proprio oggi, appena sveglia, dopo le giornate intense e strapiene di questa settimana .. pensavo a tutte le cose fatte, costruite, ideate, condivise, portate avanti, alcune concluse (anche se spesso "conclusione" non significa una fine definitiva, nel nostro lavoro, ma solo un percorso che giunge a compimento e che, spesso, si rinnova e trova un nuovo inizio) altre in fase di conclusione..
Giugno è sempre un mese strano: stancante fisicamente..le energia impiegate sono tantissime, ma emotivamente pieno, forte, vivo, spesso nostalgico perchè per noi è un mese di chiusure.
Quest'anno, a partire da settembre (per noi l'anno inizia dopo l'estate, quando tutto riparte: i corsi, le scuole, i progetti, gli spettacoli..) i progetti che hanno profondamente scandito il mio tempo e fatto muovere le idee, i pensieri, le energie e la passione, sono stati i corsi.
La formazione è stata protagonista di questo anno, portandoci anche ad accantonare i progetti legati agli spettacoli (che ora iniziano a chiedere spazio!). E pur con dispiacere per Appartenenza, che è stato un pò messo nell'angolo, io e Fabio abbiamo scelto di ascoltare l'istinto, di seguire l'urgenza.. sono un pò di anni che nel lavoro (e nella vita) cerchiamo di fare ciò che veramente è mosso dalla passione perchè questo presupposto ci permette di lavorare bene, di sentirci gratificati, di dedicarci pienamente ad ogni progetto.

E così questo è stato l'anno di 900 in corso.. che ci ha portato a fare un percorso per me bellissimo e stimolante: ad iniziare dal primo incontro, quando li ho visti creare un vero e proprio happening, con energia e vitalità.. ed ho pensato: è davvero un inizio promettente! E poi il teatro di Grotowski, il lavoro sul Faust..il lavoro teatrale ispirandoci alla poetica del Living.. ho visto gli allievi-attori provare, sperimentare, mettersi in gioco profondamente alla ricerca di una parte intima, ancora da mettere in luce.. I loro brani nella prigione mi hanno colpita molto, mi sono emozionata. Tutto il lavoro sul Living è stato intenso e toccante per me..analizzare insieme il montaggio di The Brig, sperimentare scene e rituali, chiedere agli allievi di costruire il loro dramma: essere interpreti, autori, registi. L'idea originaria era quella di concludere questo corso con uno spettacolo ispirato ai lavori del Living, un progetto dove fondere testo, movimento, danza, temi sociali per dar vita a qualcosa di nuovo. Poi abbiamo cambiato direzione, sentendo ed accogliendo un'esigenza del gruppo: lavorare su un testo brillante, confrontarsi con una commedia. Credo che la flessibilità sia un requisito fondamentale per svolgere il nostro lavoro e quindi ci siamo tuffati in una nuova, assolutamente inaspettata, avventura: riscrivendo ed adattando il testo "La sconcertante signora Savage" durante le vacanze di Natale e partendo con le prove, a gennaio, del testo "Follie ai chiostri". Siamo quasi al traguardo.. venerdì si debutta con questa commedia poetica e dolce, in alcuni momenti frenetica e molto divertente, a tratti commovente. E' un'impresa complessa far funzionare perfettamente un meccanismo ad orologeria come questo spettacolo; si tratta di trovare un sottile filo di congiunzione fra tanti tantissimi elementi indispensabili: ritmo, memoria, energia, sintonia, ascolto, concentrazione, precisione, un pizzico di follia. E' uno spettacolo in cui il rischio di esagerare nella caratterizzazione sconfinando nella macchietta è sempre in agguato: bisogna essere sopra le righe senza perdere l'anima del personaggio. Non cercare la caricatura ma l'esasperazione del carattere: più folle, più arrogante, più ansioso, più stravagante, ecc.. ricordando sempre che stiamo raccontando una storia che deve arrivare al pubblico come "vera", reale. Dal punto di vista ritmico questo è uno spettacolo in cui non si può calare mai..e ogni personaggio prende e dà energia ininterrottamente. Si, una bella sfida..e in queste ultime prove sono sicura che tutto prenderà ancora più forma. Ci aspetta una settimana piena, intensa e spero bellissima..perchè, nonostante la fatica, è qualcosa che stiamo creando tutti insieme, è un progetto che abbiamo plasmato dal nulla (quasi nulla..non voglio mancare di rispetto all'autore, il testo c'era!) 

E poi un'esperienza già conclusa (ma che riprenderà ad ottobre) : il corso Una stanza tutta per noi, tutto al femminile. Questa volta ho lavorato da sola, con il supporto e la complicità di Fabio ma organizzando il percorso con le mie sole idee. Questo corso è stata un'esperienza incredibile...la scorsa estate mi sono immersa nella lettura di testi, monologhi, mi sono messa a studiare, a scrivere appunti, idee.. a dare forma al corso. Un corso che si è rivelato uno spazio caldo ed accogliente dove ritrovarci, senza giudizio. Uno spazio dove il teatro è stato lo strumento per esplorare, dar corpo e voce ad emozioni profonde, trattenute, sepolte, ignorate, trovate o ritrovate.. Ogni attrice ha fatto un percorso in evoluzione sorprendente..ho visto la timidezza trasformarsi in coraggio..la paura divenire forza..ho sentito le voci gridare, lacerare lo spazio, colorare l'aria, avvolgere tutto e tutti..Ogni mercoledì tornavo a casa, dopo il corso, arricchita e fiera. Se il mio intento era quello di utilizzare i personaggi teatrali femminili per trovare nuove forme e strade da percorrere, per restituire alla scena l'emozione allo stato puro..allora avevo davvero trovato la via giusta per farlo: le nostre "stanze" emotive! Il corso, solo una scommessa all'inizio, è stata una rivelazione. In brani come quelli sul burqa o la voce umana lo spazio mi è sembrato sospeso, immobile..una forza indescrivibile che non riesco a raccontare. Ogni attrice si posizionava nello spazio scenico e cominciava a recitare con una tale energia..con una passione che invadeva lo spazio. La performance ha consolidato un gruppo già solido, non dico nelle amicizie ma non è questo che conta a teatro, solido nello spirito della condivisione. L'immagine del nostro cerchio nella stanzetta del Piccolo Woody Allen, denso di emozione, occhi lucidi, sguardi complici, poco prima del debutto è ancora forte e vivida in me. E..da tanta energia positiva non poteva che venir fuori una performance impeccabile! Dopo quattro prove soltanto è andata in scena una performance di 50 minuti perfetta nel ritmo, piena di energia ma soprattutto..emozionante!!!! 

Ed eccoci alla terza esperienza che ha segnato profondamente quest'anno lavorativo: la formazione degli operatori teatrali con il Metodo Teatro in Gioco. E qui dovrei scrivere pagine e pagine perchè i corsi, i percorsi, le esperienze sono state veramente tante: dal corso al Dipartimento Servizi Educativi di Roma Capitale (confermato per il terzo anno di seguito grazie alle tante richieste inoltrate dalle insegnanti!) alla formazione per le educatrici del nido a Grosseto (per la Provincia di Grosseto); dalla seconda annualità svolta alla scuola dell'infanzia di Trecate, fino ai corsi per operatori teatrali in sede a Roma..e tante nuove richieste, progetti..Il Metodo sta trovando una sua strada sempre più fertile, vitale..e questo fermento mi riempie di soddisfazione. Vorrei fare la mia piccola grande rivoluzione pedagogica: basta con il teatro a scuola fatto per dimostrare! basta con lo spettacolo-vetrina! Rispettiamo i bambini ed utilizziamo il teatro come strumento di scoperta creativa e di relazione, non per formare piccoli attori. Continuerò su questa strada con determinazione e approfondirò i miei studi e le mie conoscenze..non si finisce mai di imparare e sento anche la grande responsabilità di questo ruolo di formatrice. Andare in giro per l'Italia insieme a Fabio con il Metodo è un'esperienza esaltante: entrare in contatto con scuole, realtà, educatrici ed insegnanti..entrare nei loro programmi didattici..proporre nuovi modelli di riferimento, strutturare insieme quell'alfabeto teatrale che servirà per condurre tanti bambini verso nuove scoperte espressive, nel rispetto dei tempi e delle esigenze dei bambini, in linea con una pedagogia "della lumaca" ( Zavalloni ) e del fare per capire, in linea con la pedagogia del gioco come strumento per apprendere, e del pricipio "aiutami a fare da solo" (Montessori); in opposizione alla pedagogia del terrore e alla pedagogia dell'apparenza.. C'è tanta strada da fare e mi sembra una bella sfida da accogliere.. gli ostacoli (culturali, strutturali, logistici) sono ancora tanti ma non impossibili da superare. O almeno bisogna provarci! Questo fare mi sembra davvero un bel fare...

Un progetto che deve nascere..se c'è l'urgenza di prender vita e forma..se c'è un'energia che muove tutto nonostante tutto.. diventa difficile da fermare.

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