sabato 8 aprile 2017

Labirinto dei numeri scomparsi... e ritrovati!!!


C’ho messo un po’ a scrivere questo post. Perché l’incontro del 4 aprile ha chiuso un ciclo che è iniziato a novembre ed ora, tra feste ed impegni vari di tutti, in libreria con la matematica si riprenderà ad ottobre, credo. 

Ringrazio tutti i bambini che hanno partecipato agli incontri, sia i bambini che hanno seguito tutto il percorso e sia quelli che ci sono venuti a trovare per uno o due incontri rinunciando magari a danza o a nuoto.
Insieme abbiamo giocato con la matematica e ci siamo “insegnati” a vicenda, imparando io da voi e voi da me! Alcuni di voi li ho visti cambiare nel comportamento, nella durata dell’attenzione, che è divenuta più lunga, vi ho visto cambiare nella relazione con lo spazio che vi circonda, con me e con  i compagni. Nella matematica, anche se creativa, si affrontano problemi cercando di risolverli. Come nella vita. E noi qualche criticità l’abbiamo risolta, anche in matematica. Sono orgoglioso di voi.

Prendo spunto da una cosa accaduta durante l’incontro per parlare agli adulti, a quegli adulti che hanno a che fare con i bambini, che sia per lavoro o per genitorialità: Autocritica!

Eravamo li a cercare di risolvere una situazione complicata, creatasi nel labirinto che stavamo percorrendo, quando il nuovo indizio ci dice: “Il numero esatto è più grande del più piccolo ma più piccolo del più grande dei numeri rimasti” A questo gioco di parole, R. 8 anni mi guarda e, con la faccia a punto interrogativo, mi fa: “Ma come può essere più grande se è il più piccolo... ooo troppo difficile!!!” Troppo difficile!
Aveva ragione. Ho voluto creare un gioco di parole divertente, per me, ma se mi accorgo che per lui, invece, è solo un’ulteriore difficoltà, non posso far altro che tornare sui miei passi, semplificare l’informazione così da fargli capire qual è l’ indizio che voglio dare, dando la possibilità al bambino di poter proseguire la sua strada! E non penso minimamente: “Mmmh, il bambino non ha capito, il bambino ha problemi di apprendimento” Come mi capita spesso di leggere o sentire. Io capisco che lo si fa perché spinti dalla volontà di aiutare. Ma calma, semplifichiamo, attendiamo, semplifichiamo ancora, piano: se non ci fossimo semplicemente spiegati, fatti capire? Forse il bambino in questione non è discalculico, è solo che sta in Italia da tre mesi, ed il problema non è la matematica ma l’italiano! Passatemi l’esagerazione dell’esempio!!! E’ solo che ultimamente si tende ad un’eccessiva medicalizzazione dei bambini.

Credo che ci dovremmo sempre chiedere: abbiamo messo il bambino nella condizione migliore per affrontare il problema? Non basta inventare un gioco perché un bambino si  diverta. Non è così che funziona. Il bambino si diverte se il gioco è a sua misura.

Quando mi sono spiegato meglio, R ha capito che dei tre numeri rimasti quello giusto non era né il più piccolo, né il più grande, ma quello in mezzo. Indovinato il risultato ha portato i suoi compagni fuori dal labirinto sani e salvi, ritrovato i numeri scomparsi, messo i guardiani nei punti strategici e, con una sana cattiveria, con il pennarello: cancellato i coccodrilli mangia-numeri. Il tutto senza problemi.
Grazie alla libreria Risvolti che ci ha ospitato. Ringrazio R e tutti i suoi compagni di viaggio. Con voi, ci vediamo alla prossima avventura! Matematica ovviamente!!!

www.teatroingioco.it

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