sabato 9 giugno 2012

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Il vecchio ricco re stasera in scena. Il Lear di Shakespeare sospeso in uno spazio temporale indefinito, dilatato, in cui passato e futuro si rincorrono. Oggi come ieri. Il potere ad ogni costo ha ucciso per un trono, per una corona. Il potere ad ogni costo uccide per una poltrona, per la conquista di un ruolo.
Oggi come ieri. Le parole di Shakespeare liquide ma corpose, come sangue, si mescolano a personaggi contemporanei, neri e pesanti come catrame. " Per me va bene tutto ciò che posso volgere a mio vantaggio" dichiara Edmondo, considerato uno dei personaggi più diabolici creati da Shakespeare. Fa eco una giovane donna, in un tempo ben diverso, immagine del nostro presente: "..Disposta a tutto per avere di più. pagando un prezzo certo. ma tutto ha un prezzo. E tutto è in vendita".
Potere e possesso. Parole chiave di questa piece teatrale. Tematiche centrali che domineranno l'intera opera. E se i figli sono disposti ad uccidere i padri per strappargli la corona, significa che "ci accompagnano alla tomba intrighi, falsità, tradimenti". E a  Lear, il vecchio ricco re, non resta che impazzire per far diluire,insieme alla ragione, il suo dolore. C'è solo buio e desolazione, insieme alle folli parole di un matto che dice la verità, per chi sa ascoltare. E cosa resta alla fine? Tristezza. Rabbia. Dolore. Ma anche speranza. La spinta vitale per cambiare le cose. Per scrivere un'altra storia, ricostruendo a partire dalle macerie. "Dobbiamo curare la rinascita di questo regno insanguinato"  Questo ci dice Shakespeare.  Questo vogliamo dire stasera in scena.

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