domenica 20 gennaio 2013

Diario di "APPARTENENZA". Lo spettacolo di Helga Dentale

Guardo i miei piedi nella sabbia bagnata. L'acqua disegna forme, immagini, linee che si muovono, fluttuano, si intrecciano e svaniscono. In alcuni momenti sembra di guardare un cretto di Burri. In altri frangenti resta solo la sabbia, scura, umida e l'acqua non c'è più, è tornata nel mare. E' così che ho iniziato ad appuntare idee per appartenenza. Non immaginavo sarebbe diventato un testo, uno spettacolo, un progetto da costruire ed allestire. Erano idee, pensieri vaganti, che si mescolavano all'acqua, al fluire delle onde, all'immagine dei miei piedi fermi, e poi in movimento. Mi bastava spostare di un centimetro un piede per modificare tutto! Linee spezzate, così, all'improvviso, un flusso che veniva interrotto. Da me. Questa immagine a chi appartiene? Al mare? Alla terra? A me? Appartiene al caso o ad una scelta precisa? Così è cominciato il "viaggio" nella mia testa.. Sono andata a scrivere ed ho iniziato un lungo confuso visionario dialogo con la mia vena creativa. Le scelte a chi appartengono? A noi? Al business?.. E le idee?.. E poi i sentimenti..l'amore..il desiderio di avere un figlio..e ancora domande, una miriade di domande. Senza risposte certe. Ma con percorsi da esplorare ed alcune convinzioni personali, da portare avanti, cercando di non contaminare comunque uno sguardo più ampio. Ecco. Così nasce "Appartenenza", in un pomeriggio d'agosto.. e continua da allora a nutrirsi di suggestioni, ricerca, idee in divenire. Helga

20|01|2013
Dopo TeatroaTaglioCorto di ven18 + sab19 gennaio al Piccolo Woody Allen, con le 2 serate dedicate al surrealismo e all'espressionismo, e dopo lo spettacolo di teatro ragazzi di questa mattina L'Inchiostro Magico al Teatro Furio Camillo, domani si parte con le prove di un nuovo progetto: APPARTENENZA

21|01|2013 
Lettura del copione di Appartenenza il nuovo, originale testo di Helga Dentale. Lo spettacolo, debutterà a Roma presso il Teatro Studiouno, dal 5 al 7 Aprile.
Appartenenza è una parola ormai quasi priva di significato. La sua valenza sociale, politica è sempre più sbiadita.. "Appartenenza" ormai smembrata.. scivolata per distrazione in un'altra riga del vocabolario e ormai confusa con il termine "apparenza".
Lo studio di questa parola/concetto ha dato vita, a settembre, ad una performance surreale, a tratti grottesca. Andata in scena nella Manifestazione ARTErie e replicata poi nella serata di dicembre della Rassegna Teatro a Taglio Corto, ha riscosso un ottimo successo sia di pubblico che di critica. 
Ad aprile sarà uno spettacolo!!!   

29|01|2013 
Ieri è stata la volta della prova in piedi, con i copioni, ma in piedi. 
Si provano i primi movimenti... si abbozza la prima regia, le scene escono dal foglio e diventano tridimensionali, si proiettano sul palco, prendono vita. 
Si ride, il gruppo inizia a conoscersi. L'apice del divertimento è stato nella scena di vita quotidiana, dove un gruppo di attori si incontra per "danzare" insieme in una passeggiata nel mondo del teatrodanza. La scena è divertente, ma significativa, molto significativa. 
Lo spettacolo pone molte domande a noi stessi prima, e allo spettatore poi... Bene, con questo ci rispecchiamo perfettamente nel pensiero di Peter Brook quando dice: "Il teatro non deve rispondere. Ha solo una funzione: lasciarci nudi di fronte alle domande."  Fabio 

04|02|2013 
Stasera che prove ci aspettano? Non lo so, non stiamo esattamente pianificando le prove a tavolino. Ci confrontiamo, io e Fabio, il lunedì per avere un'idea comune, una linea da seguire. Ci interroghiamo sulla regia del pezzo in questione, si confrontano le idee, lasciamo che si arricchiscano nello scambio. Si parte da un'immagine disegnata nella mente, visualizzata nella testa che è solo una proiezione, un'ipotesi creativa..poi va confermata... (segue) 

19|02|2013
Prove. Si sbaglia, si legge sul copione..si cerca di togliere il copione. Si sbaglia e si riprende il copione. Proviamo con nuove energie. Siamo tutti più consapevoli del testo. Iniziamo ad emozionarci mentre proviamo un pezzo.. il finale..la danza della vita nel suo continuo divenire..anche quando sembra di essere quasi fermi,di stare nella stessa posizione, nella stessa situazione fisica temporale spaziale,idee ed emozioni continuano a muoversi, a cercare una strada, una risposta.. Malinconia e bellezza. La gioia di essere e la fragilità che si insinua nell'essere, questa costante ambivalenza che ci appartiene.. costantemente in bilico fra la felicità e il dolore.. Stiamo provando ogni parte dello spettacolo, cambiando continuamente qualcosa..movimento, gesto, intenzione.. siamo alla ricerca delle forme per esprimere i significati..ci lasciamo suggestionare dalle musiche che stiamo utilizzando per provare, stiamo cercando di dar voce ai corpi,spesso protagonisti. C'è venuta voglia di riprendere tutto il percorso, di creare un diario fatto di immagini, documentando l'evoluzione di Appartenenza. Da questo breve video si intuisce che durante le prove sbagliamo, ridiamo, riproviamo e..tutti insieme stiamo provando a costruire qualcosa che, sempre di più, ci appartiene.  



16|03|2013  
A cosa dovrebbe servire il teatro se non a dire, esprimere, dialogare.."svegliare" se c'è bisogno, cullare la speranza, dar vita ad idee, idee per cambiare.
Abbiamo bisogno di un profondo cambiamento: guardare veramente e non solo vedere. Prendersi la responsabilità, tutti, di dire: io posso fare qualcosa. Ognuno con i propri strumenti, con i propri mezzi. A partire dalle piccole cose per arrivare a cambiare il mondo. Io ci credo. Ho bisogno di crederci. E il discorso di Laura Boldrini mi da una spinta per crederci ancora di più, per dire: è possibile. Nel nostro paese le cose possono (e devono) cambiare! Per i più deboli, per tutelare ogni diritto..
Io,nel mio piccolo, cosa posso fare?
Utilizzare il teatro per parlare, dire, mettere in luce temi che ritengo fondamentali: la giustizia e la dignità dei più deboli; il ruolo delle donne e "il corpo" delle donne nella nostra società;
il diritto di amare liberamente senza essere giudicati..
Stiamo lavorando su questo ed altro nel nostro ultimo progetto.
"Appartenenza" è uno spettacolo che cerca di muovere qualcosa dentro di noi, per riflettere, per indagare, per prendere consapevolezza (continua...)


18|03|2013 
Appartenenza è un labirinto mentale dove gli attori si muovono, spinti da domande e in cerca di risposte.
Lo spettacolo si costruisce su una serie di interrogativi che vogliono essere un modo per indagare, sentire, smettere di ignorare. 
In questo profondo vuoto esistenziale e sociale, che cosa ci appartiene? I diritti? I doveri?
Appartenenza è un viaggio, che si snoda nei pensieri, attraversa i luoghi comuni, gli stereotipi e cerca di raggiungere un sentire più profondo, autentico.
Poniamo domande non per dare risposte, ma per muovere idee, pensieri, per cercare una strada.
La dignità a chi appartiene? I diritti dei bambini a chi appartengono? 
Il corpo delle donne a chi appartiene?
Queste, e altre domande, ci mettono di fronte alla necessità di pensare. Pensare e prendere una posizione (continua...)

19|03|2013  
Appartenenza..la dignità a chi appartiene?  
Quando Kant diceva che le persone hanno una dignità, a differenza delle cose che hanno un prezzo, in fondo voleva solo spiegare che ognuno di noi è diverso da un semplice pezzo di pane o da un bicchiere d'acqua.Non siamo lì per essere consumati, a disposizione dei bisogni altrui, "usa e getta" secondo le circostanze. (M.Marzano, "Volevo essere una farfalla")
La dignità delle persone..forse il nodo centrale di Appartenenza. Perchè se si tutela la dignità di un individuo - che sia un bambino un anziano un carcerato una donna un omosessuale- allora si riconosce pienamente la sua identità, si riconoscono le sue necessità, si tutelano i suoi diritti.
Non potremo parlare di società evolute, fin quando si avranno in queste società fenomeni allarmanti di femminicidio; programmi televisivi con vallette mezze nude dove il corpo femminile viene esposto come carne da macello; carcerati che vivono ammassati in una cella; omosessuali che vengono pestati in mezzo alla strada perchè hanno avuto l'ardire di camminare mano nella mano.. (continua..)


23|03|2013 
Appartenenza..uno spettacolo, un progetto sociale
Appartenenza sostiene queste associazioni:
Emergency    presente il 5 aprile 
Ass. Banco Alimentare Roma  presente il 6 aprile
Fondazione Sue Ryder     presente il 7 aprile  
Appartenenza è nato con la voglia e l'esigenza di mettere in luce temi che non si possono ignorare e che riguardano tutti noi; è diventato un testo teatrale, ha trovato i suoi interpreti..e prova dopo prova, fra emozioni risate condivisione commozione, è diventato (sta diventando!) uno spettacolo.
Ringrazio profondamente il gruppo degli attori che sta vivendo questa esperienza  (continua...)



25|03|2013 

Teatro, cibo per la mente..e non solo!  Appartenenza il 6 aprile sostiene l'Associazione Banco Alimentare Roma. Un sostegno diretto a chi,sembra assurdo dirlo nella nostra società "evoluta"... (continua...)



04|04|2013

Appartenenza..verso il debutto  Giorno di prove generali...Chi fa teatro lo sa. E' un giorno strano, il tempo non passa mai, poi arrivi a teatro e il tempo ti risucchia. C'è da provare la luce, bisogna guardare le posizioni sul palco..entrate uscite.. Ti viene l'ansia e vai nel panico: come faccio a recitare con l'ansia?.Ti passa l'ansia e ti viene il panico: come faccio a recitare senza ansia?.. Un miscuglio di sensazioni..e tutto questo è teatro. (continua...)

06|04|2013  Appartenenza in scena.. 

Quanto tempo ci mette a "calare" l'adrenalina? Un tempo variabile, per me sempre lunghissimo, soprattutto dopo un debutto. Un vortice di sensazioni emozioni frammenti che si muovono nella pancia, nel respiro, nei pensieri.. (continua...)  



07|04|2013   emozionante appartenenza..

Ieri la seconda serata di Appartenenza e tutto quello che era stato trattenuto alla prima è semplicemente, spontaneamente, uscito fuori. Rotti gli argini del "tutto sotto controllo" ecco il fiume in piena di emozioni, per me, ma sentendo la tensione sul palco, l'aria densa di energia, posso dire per tutti. Il giusto respiro in scena, i corpi che vibravano come corde.. (continua...)





  22 settembre 2013


Grazie a Simona, Paola, Annarita, Annamonica, Enrico.. Oggi pomeriggio, tutti noi, abbiamo partecipato alla manifestazione per sostenere ...





Appartenenza.. lo spettacolo continua

(Dopo il 7/11)  
Grazie per i meravigliosi commenti del dopo spettacolo.. "un distillato di poesia", “impossibile rimanere distaccati..“ , "vibrante di vita", "da vedere", “una centrifuga per l'anima”, “si ride ci si commuove si rimane in silenzio..” , ”molto, molto bello sto ancora interiorizzando” ..queste le impressioni scritte e fissate da alcuni di voi..e poi le sensazioni riferite direttamente a noi, a caldo, manifestandoci il vostro piacere, commentando il testo, i significati, le immagini e le emozioni che Appartenenza ha creato e plasmato sul palco.. E i temi... forti, che spesso creano resistenze, che fanno discutere, riflettere..e ben venga! E' questo che cerchiamo di fare.

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