mercoledì 25 gennaio 2012

“LA BIBLIOTECA SI ANIMA” Tesi di Eugenia Corradetti

TESI 
LA BIBLIOTECA SI ANIMA
Tesi di Eugenia Corradetti

- Master in letteratura ed editoria per ragazzi
Pubblichiamo l'estratto che ci riguarda.
L'attività della compagnia GirasoliTeatro di Roma è poliedrica, e non si limita al teatro ragazzi. Helga Dentale e Fabio Filippi come responsabili, spendono le loro energie in spettacoli, corsi di formazione per insegnanti che vogliano portare il teatro nelle scuole, scritture sceniche, laboratori espressivi e creativi per bambini, regie teatrali e performance attorali. Tra le esperienze della compagnia romana campeggia anche una collaborazione con la biblioteca, iniziata con un progetto specifico ideato da loro stessi e patrocinato dal comune di Roma: “Un palco fra i libri”, che, come spiega Helga Dentale, mette in relazione due realtà (apparentemente) distinte come il teatro e la lettura.
3.3.1. L'intervista
Come è possibile che due realtà distinte e autonome come il teatro e la biblioteca si incontrino? Basta semplicemente UN PALCO FRA I LIBRI...a far sì che LA BIBLIOTECA DIVENTI TEATRO?
Se ci mettiamo ad osservare con un po' di attenzione e curiosità teatro e biblioteca non sono realtà così lontane fra loro. La biblioteca è il luogo in cui, per eccellenza, ci si può accostare alla lettura e il teatro non è forse una storia che prende vita, una sorta di libro interpretato? Abbiamo voluto rendere la biblioteca il palco teatrale in cui leggere storie e renderle “vive“ attraverso la drammatizzazione, l'interpretazione dei personaggi, la realizzazione scenica. Partendo dal libro i bambini si sono sperimentati attori. Ovviamente, essendo il teatro anche e soprattutto “allenamento creativo” non ci siamo dimenticati di giocare con il corpo, la voce, le emozioni.

Pensate che il teatro si possa fare ovunque? Pensate che esso abbia un valore assoluto o che possa e debba cambiare volto in relazione ai contesti? La biblioteca rappresenta un luogo fortemente connotato negli spazi e rigidamente definito dal suo ruolo culturale, questo rappresenta un ostacolo o uno stimolo alla vostra creatività?
Il teatro non si può fare ovunque per problemi logistici ma si può (e si dovrebbe) fare in molti contesti: scuole, biblioteche, carceri, centri culturali, ecc. Il suo valore è, secondo me, fortemente terapeutico, didattico, creativo, educativo ma, proprio perché queste potenzialità possano realizzarsi è necessario adattare sempre il “fare teatro” al contesto in cui ci si trova. Le modalità e i percorsi proposti devono essere modellati sulle esigenze del luogo e del gruppo, anche se la sostanza e gli obiettivi sono gli stessi. Il ruolo culturale della biblioteca non rappresenta un ostacolo rispetto al nostro modo di fare teatro, anzi: io credo che sia sempre stimolante adattarsi a realtà diverse e portare il teatro in luoghi apparentemente lontani da esso.

La vostra collaborazione con le biblioteche si limita alla forma laboratoriale? Avete mai provato a portare uno spettacolo vero e proprio tra i libri? Quali sono i limiti di uno spazio ritagliato tra gli scaffali? E quali i punti di forza?
Come cambia il lavoro dell'attore da un palcoscenico alla biblioteca?

La nostra collaborazione in biblioteca è iniziata con i laboratori teatrali. Per la giornata della Befana abbiamo proposto di realizzare uno spettacolo vero e proprio, con me, Fabio ed altri tre attori della nostra compagnia. Abbiamo così realizzato uno fra gli spettacoli che ho scritto, “La fantastica storia del cioccolato” in mezzo a tantissimi bambini e genitori che ci guardavano ed interagivano. E' stato strano recitare senza palco, senza fari e con delle quinte improvvisate poiché ovviamente non esisteva un palcoscenico. Ma se questo può essere stato un limite pratico è stato anche un punto di forza: il contatto diretto con i bambini è stato meraviglioso; abbiamo praticamente annullato la quarta parete, è stato molto intenso e divertente.

Il vostro spettacolo “La fantastica storia del cioccolato” è stato rappresentato non solo in biblioteca, ma anche nelle scuole, nelle piazze, in un parco giochi ed addirittura in una cioccolateria, luogo originale e non comune del fare teatro. Questa flessibilità è da attribuire a delle caratteristiche strutturali precipue dello spettacolo?
I nostri spettacoli, compreso La Fantastica storia del cioccolato, hanno una struttura molto dinamica e prevedono l'interazione con i bambini; si adattano bene ad ogni contesto. Nello specifico ci era sembrato molto interessante portare lo spettacolo in una cioccolateria di Roma dove, dopo lo spettacolo, abbiamo raccontato alla classe che ha partecipato come nasce realmente la cioccolata attraverso la lettura di un testo specifico. Per i bambini è stato un viaggio nella fantasia e poi nella realtà…il tutto mangiando cioccolata! Credo che ogni spettacolo dovrebbe essere un'opportunità per fantasticare ma anche per introdurre temi di discussione ed approfondimento e per conoscere nuove realtà.

Quali sono gli obiettivi principali dei vostri lavori in biblioteca? Sono legati alla promozione del luogo che vi ospita o sono assoluti, svincolati dalla realtà contingente?
L'obiettivo principale dei nostri laboratori è essenzialmente quello di stimolare la creatività di ogni bambino, permettendogli di sentirsi più libero di esprimersi e quindi più sereno e appagato. E' chiaro che ogni percorso ha poi degli obiettivi specifici; ad esempio “Un palco fra i libri” lavora molto sull'uso creativo ed espressivo del corpo e della voce dando la possibilità al bambino di conoscere meglio i propri strumenti espressivi. “Impara l'arte..” ha l'obiettivo di giocare con l'arte contemporanea, permettendo ai bambini di conoscere artisti quali Picasso, Magritte, Pollock, ecc. e di sperimentare creativamente a partire dalle loro opere.
E' chiaro che svolgendosi in biblioteca gli obiettivi dei nostri laboratori si legano anche alla promozione del libro come risorsa creativa ed educativa. Al termine di ogni incontro molti bambini vanno a curiosare fra gli scaffali della biblioteca in cerca di libri su Picasso o sulle maschere teatrali… Questo significa che il percorso creativo e culturale prosegue anche dopo i nostri incontri e che i bambini hanno voglia di approfondire questa esperienza attraverso i libri. Allora, ancora di più, penso che il laboratorio teatrale o pittorico sia servito per stimolare dei bambini a giocare, curiosare, viaggiare con la fantasia e la creatività.

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